Oggi vi porteremo alla scoperta dei locali tipici di Venezia: i Bàcari. Sono luoghi frequentati da tutti ed immediatamente riconoscibili dall’atmosfera che li circonda. Qui potrete gustare vini e cibi locali, in una forma caratteristica che difficilmente riuscirete a ritrovare al di fuori dei confini del capoluogo Veneto.

Il Bàcaro

Bar, snack o cocktail bar sono termini che a Venezia non sentirete mai, non perché non esistano, ma semplicemente perché portano altri nomi, molto più autoctoni e caratteristici. Ed allora ecco che questi ultimi prendono il nome di bàcaro, al plurale bàcari, oppure bacaréti. Si tratta di piccoli locali, che caratterizzano in maniera unica Venezia e che si presentano con un format del tutto particolare, apprezzato da un pubblico estremamente eterogeneo.

L’elemento che accomuna i bacaréti è senz’altro il legno, solitamente scuro, che rende il luogo caldo, accogliente e familiare; un elemento presente all’interno di tutto il locale, dalle travi del soffitto alle colonne portanti, fino al bancone, alle sedie ed ai tavoli. Solamente ad un occhio superficiale questi locali potrebbero apparire vecchi, o troppo rustici, in realtà si tratta del caratteristico stile veneziano antico.

Botti Legno Venezia Vino
Tipico interno di un Bacaro, photocredit Foodartbooks

L’altro elemento che caratterizza i bàcari veneziani è l’atmosfera che si respira, sembra quasi di tornare indietro nel tempo, riscoprendo, grazie al luogo ed alla gente, quei valori umani che forse si stanno un po’ perdendo. Le persone sono l’anima di un bàcaro, lo rendono affollato, chiassoso, ridente, in una parola: vivo. Potrete imbattervi sia in gente del luogo che in turisti, assorti, con occhi meravigliati, ad assaporare lo spettacolo che solo i bacari sono in grado di offrire. Difficilmente troverete bàcari non animanti nel tardo pomeriggio, perché? Perché l’aperitivo a Venezia, ed in tutta la regione, è un momento di convivialità entrato a far parte della quotidianità, al pari di un rito, al pari del tè delle cinque per gli inglesi insomma. Per cui solitamente gli orari più gettonati per frequentare questi luoghi sono tra le 17 e le 23, così da poter coricarsi non troppo tardi, ma soprattutto con il cuore e la mente alleggeriti dalla piacevole esperienza.

L’origine del nome Bacàro

L’etimologia dell’appellativo bàcaro è alquanto controversa, nel corso degli anni, infatti, si sono affermate 4 teorie sulla sua origine:

  • secondo la prima il termine bàcaro deriva dal nome del dio romano del vino e della vendemmia: Bacco;
  • una seconda teoria fa desumere il nome dalla tipica espressione veneziana “far bàcara“, che letteralmente significa “far festa”;
  • bàcari pare che venissero chiamati anche i venditori di vino in botte a Piazza San Marco;
  • l’ipotesi meno probabile è quella che il nome derivi da un vino pugliese del ‘700 particolarmente apprezzato nella città, vino appunto chiamato bàcaro.

Cos’è un Bacàro Tour?

Quando si visita Venezia infatti, un must è proprio quella di andar per bàcari, fare quindi il cosiddetto Bàcaro Tour, un viaggio tra le piccole osterie che affollano la città, immersi nel fascino che solo Venezia possiede: ogni suo angolo, calle, scorcio, infatti, trasuda arte, incanto ed evoca suggestioni impossibili da dimenticare.
Un consiglio? Scarpe comode, sempre.

Il Vino

Scordatevi calici, coppe e flûte, qui il vino, rigorosamente della casa, viene servito in classici bicchieri di vetro, non raffinatissimi certo, ma che sicuramente fanno il loro dovere. In questi luoghi il concetto di “bicchiere di vino” viene trasceso in nome della tradizione, in nome della venezianità, tanto da prendere l’appellativo di ombra de vin. Un termine curioso, che deriva dalla città stessa: la sua origine, infatti, viene attribuita ai vinai che vendevano il prezioso liquido in Piazza San Marco seguendo sempre l’ombra proiettata dal campanile, cosicché potesse conservarsi fresco e mantenere le proprietà organolettiche.

Vino Alcool Legno Bacaro Venezia
Tipiche ombre veneziane. photocredit Gian Battist Piras

Questi commercianti arrivavano generalmente da fuori Venezia, e tale pratica di ricercare l’ombra, piuttosto scomoda, venne sostituita stoccando il vino all’interno degli edifici e distribuendolo poi dagli stessi, fu così che nacquero le prime taverne ed ostarìe.

I Cichèti

Entrati in un bàcaro raramente noterete persone con in mano il proprio smartphone, semplicemente perché un Bàcaro Tour richiede che entrambe le mani siano libere. Dopotutto cosa si sposa meglio con un buon bicchiere di vino? Del buon cibo, che ovviamente non può mancare nei caratteristici bàcari. Si tratta dei cosiddetti cichéti, che fondamentalmente non sono altro che assaggi di pietanze tipiche, che perfettamente si sposano con una buona ombra de vin. Il loro termine deriva dal latino ciccus, che letteralmente significa “piccola quantità”.

Cicchetti Venezia Bacaro
Banco di Cichéti, photocredit Ilaria Paulicelli

Ogni bàcaro che si rispetti ha, in prossimità del proprio bancone, una vetrina nella quale sono esposti i cichèti della casa, tutti freschissimi e simili alle tapas spagnole, che vanno a generare un tripudio di odori e colori ai quali non è in alcun modo possibile resistere.
Questi possono essere a base di carne, salumi e formaggi, oppure pesce. Tra i più tipici ed apprezzati è d’obbligo citare le famosissime polpette di carne, il baccalà mantecato, la spienza (milza) alla veneziana, sarde in saor, zucca in saor, alici marinate o fritte, i polipetti: insomma cichéti in grado di soddisfare tutti i palati.

Lo Spritz

Probabilmente l’aperitivo più famoso della penisola italiana, dal sapore inconfondibile, nasce proprio nella zona del Triveneto ed in origine era molto diverso rispetto a quello dei giorni nostri.
La storia di questo cocktail, pensate, risale alla dominazione asburgica dell’800. Comandanti, gendarmi e soldati austro-ungarici erano poco avvezzi alle alte gradazioni alcoliche dei vini veneti, perciò per ammorbidire il loro sapore li allungavano con l’acqua, più precisamente “spruzzavano” acqua nei loro bicchieri. Il termine “spritz“, infatti, deriva dal termine tedesco “spritzen“, letteralmente “spruzzare”.
È con l’arrivo del seltz, e quindi di un modo per gassare anche l’acqua, ci si avvicina alla attuale miscela, che prevede, oltre ad una spruzzata di acqua gassata, vino bianco ed un bitter alcolico a scelta. Aperol, Campari, Select o Cynar sono quelli più utilizzati e, proprio questi, conferiscono alla bevanda le inconfondibili sfumature arancio-rossastre, immancabilmente accompagnata da fetta d’arancia ed oliva verde.

Spritz- Canal Grande - Venezia
Spritz, photocredit Stylednutrition

L’odore del vino, il profumo del cibo, il colore del legno, l’allegria delle persone, se passeggiando per Venezia notate questi quattro elementi vi troverete sicuramente davanti ad un bacaréto, una delle tappe più caratteristiche del vostro soggiorno nella città. Luoghi dove è possibile immergersi nella Venezia vera, autentica, in qualche modo viva, cuore pulsante di una regione che si muove e offre meraviglie che aspettano solo di essere scoperte.

Degustazione tra cicchetti & bacari

Degustazione tra cicchetti & bàcari!

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